Realizzazione visuals proiettati nelle date del festival "HPDB FESTIVAL" Torino/Milano/Roma/Aquila

HAI PAURA DEL BUIO?
La gente ha paura perché non sa cosa aspettarsi dal futuro.
La paura ci ha diviso, ci immobilizza e ci tiene a casa.
Il vero male in questo momento è non fare niente, essere passivi
sperando che chiuderci nelle nostre tane e nei nostri circoli possa salvarci dai nostri incubi.
Noi vogliamo uscire, confrontarci, mischiarci, sporcarci e contaminarci.
Diventare dei bastardi e dei meticci.
Superare gli steccati che ci hanno diviso e ci hanno spento.
Perchè nasca qualcosa di nuovo.
Perchè nasca qualcosa.
Ci prendiamo le nostre responsabilità sulla cultura.
Sulla quale si fonda ogni azione dell'individuo nel corso della propria vita.
Prendiamo posizione e facciamo informazione, perchè la cultura è il nostro modo di
fare politica.
La cultura è politica.
Ci siamo scandalizzati per cose che abbiamo lasciato succedere.
Adesso vogliamo divertirci.
Ridare leggerezza alle azioni.
Riscoprire la bellezza.
La bellezza di vivere le cose, farle nascere.
Non subirle.

« Hai paura del buio? vuole alzare un po' l'asticella cercando di concentrare, e dove possibile mischiare, tutte le arti espressive (e anche quelle inespressive)», dice Manuel.
«È un modo per prendere posizione sullo stato della cultura e creare un significativo punto di riferimento. Allo stesso tempo, pensiamo a un'occasione per stimolare la comunicazione e interazione tra diverse espressioni artistiche e generare un positivo fermento culturale.»
Il manifesto del festival si arricchisce ogni giorno di nuove adesioni e vedrà alternarsi nei diversi appuntamenti live alcuni dei sottoscrittori:

Realizzazione Visuals proiettati nello spettacolo "IO SO CH ISONO" Afterhours TOUR (Visual)ù

Gli Afterhours tornano in teatro con uno spettacolo di luci, immagini, suoni, canzoni, suggestioni e parole sul tema dell'identità.

Nella lunga scia di date che segnano questo Iosochisono Tour.

Una sorta di introspezione, dialogo e riflessione aperta con il pubblico su una tematica sempre centrale (ma forse ora più che mai) nella storia e nel percorso di ogni essere umano.

Le canzoni degli Afterhours, reinterpretate per l'occasione, si alternano e si mischiano a brani di narrativa e poesia contemporanea letti e sonorizzati dalla band, miscelandosi con le realizzazioni video di Graziano Staino.

La seconda parte dello spettacolo è un omaggio autentico al loro pubblico. Dal palco partono i pezzi più amati, alcuni dei quali ("Ossigeno", "Baby Fiducia", "Bianca", "Dentro Marilyn", "Strategie..") assenti da anni dalle scalette dei concerti.

Spiega lo stesso Manuel Agnelli: "I teatri sono una preziosissima occasione per sperimentare un tipo di tensione completamente diversa dal concerto rock, fatta di tempi dilatati, pause e silenzi, e di una più intima complicità con il pubblico".

Realizzazione immagini nella scenografia dell ospettacolo "Matrimonio Segreto" dei Gogmagog

Se la riflessione sulla vita causa l'inevitabile riflessione sulla morte, l'analisi di un rapporto non può che iniziare dalle fratture che ne intaccano la superficie. È infatti di vita e di morte, di amore e di odio rabbioso che parla Matrimonio segreto (prima nazionale), messo in scena dal gruppo Gogmagog su testo di Virginio Liberti.

La riflessione si tiene su due piani interpretativi paralleli o sovrapposti: morte o follia? L'azione (in forma dialogica) si svolge, infatti, a seguito della presunta morte di lei, che, sparita un'istante, ricompare affermando di essere deceduta per tumore ai polmoni; ma il dialogo, paradossale, ironico, non chiarisce mai l'effettivo decesso.

Realizzazione dei Visuals proiettati nello spettacolo "AFTERHOURS A TEATRO" del Tour 2010 (Visual)

Regia dello spettacolo  "IMAUS" Gogmagog

Protagonisti del lavoro sono due loschi personaggi: il nano e Vincenzo (interpretati da Tommaso Taddei e Carlo Salvador della compagnia teatrale GOGMAGOG ). I due sono costretti a stare insieme per rispettare l'incarico preso vivendo in uno spazio senza tempo dove regnano i ricordi e le paure. Si tratta di paure che prendono forma e diventano voci.... voci sussurate potenti come boati. Le musiche originali dello spettacolo sono state realizzate appositamente dai Lumiere Electrique, cioè da Alessandro Paderno e Alessandro Stefana (chitarrista di Marco Parente e Vinicio Capossela). Con questa intensa colonna sonora INAUS coinvolge lo spettatore e lo trasporta anche dal punto di vista sonoro in una magica e tetra atmosfera di luci ed ombre create da Marco Falai. Da sottolineare l'intervento nello spettacolo dello scrittore Emidio Clementi (la notte del Pratello, L'ultimo Dio) e della sua tagliente voce ( Masimo Volume, El Muneria ).